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Domenica pomeriggio a Patrasso, o come la società greca resiste al razzismo PDF Stampa E-mail
Scritto da Berlin Calling   
Martedì 21 Agosto 2012 13:15

Spiragli di solidarietà nella Grecia della crisi contemporanea

Intorno alle sette di sera, fa molto caldo, mi fermo al mini market del mio quartiere, Zavlàni, e mi metto a parlare con la proprietaria, quando all’improvviso si sentono delle voci. “Avranno accoltellato qualche migrante...”, commenta lei turbata.

Fortunatamente non è così. Un migrante del Bangladesh si trova steso su una sedia con le mani sugli occhi. Soffre. Intorno a lui i suoi connazionali impauriti e preoccupati. Poco fa due uomini in macchina, si sono fermati al semaforo vicino alla zona di Kurtèssi -se ho capito bene- e hanno spruzzato sugli occhi qualche sostanza chimica irritante. I suoi amici lo hanno portato proprio di fronte al mini market. Abitano in questa zona e sono venuti a chiedere aiuto. Il ragazzo soffre e il quartiere si mobilita subito, vedo delle donne e degli uomini che arrivano, li sento dire:

“Chiamiamo un’ambulanza. Chi è stato?”.

“ Saranno quelli là, i fascisti.” mi dice un uomo a voce bassa quando mi sente dire che a Patrasso siamo ormai pieni di fascisti.

“Che c’è da dire figlia mia, ormai abbiamo paura che anche il nostro vicino di casa sia uno di loro.”.

Una signora si avvicina e dice: “Ma che hanno combinato a questi ragazzi? Non si vergognano proprio questi vermi, picchiano dei poveri ragazzi. Come se non gli bastasse la loro povertà, hanno pure quelli che li picchiano adesso!”. Penso che in questo quartiere la gente sa cosa vuol dire povertà e non sfoga la sua rabbia sullo “straniero”. Al contrario di tutti quei tentativi dei media di indirizzare la rabbia collettiva per la nostra povertà sui migranti, qui sembra che ci siano ancora dei riflessi di solidarietà anziché di odio.

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Agosto 2012 14:29
 
SAVE THE CINEMA! DIRETTA DA CINECITTA OCCUPATA PDF Stampa E-mail
Scritto da sgab   
Domenica 15 Luglio 2012 11:23

DIRETTA da Cinecittà DALLE ORE 21.00 CIRCA

Invece di rilanciare sul piano industriale la produzione cinematografica, Abete, con l'appoggio di Alemanno, si appresta ad edificare una nuova colata di 400mila metri cubi di cemento, in un territorio già martoriato da traffico e palazzi.

Un albergo, ristoranti, sale fitness, piscina e parcheggi seppelliranno definitivamente la produzione cinematografica di cinecittà, seppelliranno una parte gloriosa della nostra storia, seppelliranno la dignità di tutti quei lavoratori, artigiani , artisti che verranno licenziati per gli sporchi interessi di pochi.

Le organizzazioni sindacali hanno indetto 5 giorni di sciopero e si è deciso di mantenere il presidio in maniera permanente, occupando anche il tetto degli Studios.

Lo scellerato piano di Abete va fermato, non possiamo più accettare i licenziamenti e la cementificazione selvaggia del nostro territorio. E' una settimana che i lavoratori di Cinecittà hanno occupato la fabbrica dei sogni che ora rischia di sparire insieme alle loro occupazioni, grazie ad Abete e ai suoi piani folli di ultra-cementificazione del X Municipio.

NOI SIAMO DALLA LORO PARTE, SOSTENIAMOLI! CINECITTA' NON PUO' MORIRE! CINECITTà NON DEVE CHIUDERE! DIFENDIAMO IL NOSTRO PASSATO, RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO FUTURO!

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Luglio 2012 12:00
 
ACTION PRENDE CASA! La lotta continua PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione Radiosonar   
Martedì 03 Luglio 2012 13:05

Chiude la storica occupazione di Action e 85 famiglie prendono una casa popolare

Era il primo aprile del 2003 quando 86 nuclei familiari hanno occupato uno stabile privato in via Cesare De Lollis. Action decideva di affrontare l'emergenza abitativa attaccandone direttamente i responsabili: la rendita e la speculazione. I grandi potentati privati che cementificano la città senza dare soluzione al bisogno abitativo di migliaia di cittadini.

Da quel momento abbiamo fatto tanta strada. Abbiamo occupato decine di palazzi oggetto di speculazione e lottato assieme a tanti per un'altra idea di città, a misura di chi la vive non di chi l'aggredisce. Abbiamo contestato il liberismo nel mercato abitativo, abbiamo lottato per un rinnovato intervento pubblico e abbiamo proposto il canone sociale, cioè il governo pubblico della locazione contro la giungla. Abbiamo scritto dal basso la delibera 110/2005 che per la prima volta realizzava una programmazione della questione abitativa e abbiamo ottenuto il diritto alla casa per chi, a causa della mancanza di politiche abitative efficaci, è costretto ad occupati palazzi abbandonati e oggetto di speculazione, attraverso l'approvazione delle delibere 206/07 e 124/11.

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Luglio 2012 11:59
 
Senza Corto non Sostare - secondo appello PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione Radiosonar   
Martedì 26 Giugno 2012 12:07

senza corto non sostareSenza Corto non SoStare…

Oggi martedì 26 giungo 2012 alle ore 5.30 un incendio di enormi proporzioni ha raso al suolo uno dei due padiglioni del C.S.O.A. Corto Circuito. In meno di un’ora le fiamme si sono propagate lungo l’intera struttura distruggendo completamente l’Osteria, la Sala Concerti e i laboratori della scuola popolare. Neppure l’intervento dei Vigili del Fuoco è stato sufficiente per tamponare l’entità del rogo.

Il danno subito è inestimabile e il padiglione non è in alcun modo recuperabile. Le cause tutt’ora non sono state accertate e in questo momento non vogliamo escludere nessuna ipotesi: per questo vogliamo che venga fatta immediatamente chiarezza sulla vicenda.

Ultimo aggiornamento Martedì 26 Giugno 2012 12:15
 
Senza Corto non SoStare PDF Stampa E-mail
Scritto da sgab   
Martedì 26 Giugno 2012 10:10

Questa mattina 26 giugno alle 5.30 il Centro Sociale Corto Circuito ha subito un incendio di grave entità che ha raso al suolo l’intero padiglione che ospitava l’osteria, la sala teatro, la scuola popolare e i laboratori.

A qualche ora di distanza le cause non sono chiare, per il momento non si esclude nessuna ipotesi e chiediamo che siano al più presto accertate le cause.

Dopo 4 ore i vigili del fuoco sono ancora a lavoro per spegnere l’incendio. Si procederà a breve per mettere in sicurezza l’area. Niente e nessuno ci fermerà il Corto non chiude, stiamo già lavorando affinchè da domani l’osteria e la palestra siano attive.

Si apre da subito la campagna di sottoscrizione per la ricostruzione del centro sociale, invitiamo tutta la città a contribuire alla riattivazione immediata del Corto Circuito presso il cc: codice iban IT43O0301503200000000125925 causale ricostruzione cortocircuito.

Per info 3294037069

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Ultimo aggiornamento Martedì 26 Giugno 2012 10:16
 
IN DIRETTA DAL DINAMOFEST2012 Giovedi 21 Giugno 2012 Per la democrazia dei Beni Comuni PDF Stampa E-mail
Scritto da sgab   
Giovedì 21 Giugno 2012 14:47

Dalla battaglia dell’Acea alla riforma dal basso dei Servizi Pubblici Locali nella città di Roma ore 20.00 palco b

diretta audio su www.radiosonar.net video su www.globalproject.info

Ne discutiamo con: Claudio Di Berardino, segretario Cgil Roma e Lazio Marco Miccoli, segretario PD Roma Giancarlo Torricelli, segretario Sel area metropolitana Simona Savini, coordinamento romano acqua pubblica Andrea Alzetta, Roma in Action Luca Lo Bianco, esperto in politiche economiche e dello sviluppo promuovono: Libera Repubblica romana, Energie al lavoro

Mentre è ancora in corso la battaglia contro la privatizzazione di Acea da parte della Giunta Alemanno e contro il progetto di costituzione della Holding Roma Capitale, proponiamo di discutere, assieme ad interlocutori politici, sociali e sindacali, il futuro dei Servizi Pubblici Locali nella città di Roma. Se il risultato referendario e le mobilitazioni che stanno attraversando la città di Roma dimostrano ancora una volta l’indisponibilità dei romani a svendere il patrimonio «pubblico», occorre superare lo stretto confine della difesa. Immaginare nuovi modelli di gestione e partecipazione dei Servizi Pubblici Locali, una riforma dal basso che sappia interpretare le richieste di democrazia che provengono dalla città. La crisi economica, del resto, pone il problema di ripensare interamente l’accesso universale ai servizi così come di arrestare il processo di degradazione del lavoro. Quella dei Servizi Pubblici Locali non è quindi solo una partita importante, ma il banco di prova su cui immaginare una forma di governo della città in grado di ripensare la cittadinanza e il lavoro. I beni comuni non vanno solo difesi, ma devono diventare un nuovo principio di organizzazione della vita sociale e istituzionale.

 
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