| BANKITALIA: palazzi precari, vite precarie. Ora facciamo i conti. |
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| Scritto da CSOA SANS PAPIERS – RADIOSONAR – ACTION Carlo Felice |
| Martedì 21 Febbraio 2012 01:35 |
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Dopo 8 anni Bankitalia si accorge che una struttura del suo immenso patrimonio è decadente, in precarie condizioni, e chiede lo sgombero di 50 famiglie, di un centro sociale, di una radio e di un’officina di arte e di comunicazione. CI TROVERETE LA' DAVANTI, PRONTI A PRESENTARVI IL CONTO È notizia di oggi che Bankitalia annuncia un altro anno di recessione. Un altro anno in cui, in nome dei conti da sistemare, verranno proposte politiche di austerity, di tagli al welfare, di riduzione del benessere sociale. Lacrime e sangue. Per far fronte a un debito del quale gli unici responsabili sono politici, grandi imprenditori, banchieri e finanzieri.
La nostra storia inizia otto anni fa, a viale Carlo Felice 69, a due passi da piazza S. Giovanni. La soluzione all’emergenza abitativa è di norma affidata ai grandi costruttori, che tanto per dare impulso al mercato del cemento, dietro cui si celano capitali da ripulire, ottengono dalle amministrazioni appalti per costruire interi quartieri nel deserto, senza servizi, sventrando i territori, creando ghetti e condizioni di vita impossibili. In questo contesto, 50 nuclei familiari in emergenza abitativa decidono di alzare la testa, riprendersi i propri diritti e la propria dignità, e occupano quello stabile. I cinema chiudono, i teatri diventano bingo o posti del genere. |
| Ultimo aggiornamento Martedì 21 Febbraio 2012 01:45 |







