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#ricostruiamo la strada

ZONA 22 E' mia e la difendo PDF Stampa E-mail
Scritto da sgab   
Venerdì 07 Settembre 2012 14:43



ZONA 22 è uno spazio riqualificato, rinnovato e restituito alla comunità. Un’ex sottostazione dismessa da sette anni, destinata al degrado o nel migliore dei casi alla speculazione e all’abusivismo edlizio. Più di un anno fa un gruppo di cittadini autorganizzati ha dato avvio al progetto di recupero e riqualificazione di quest’area rendendo concreta e tangibile l’idea di una pianificazione relazionale e interattiva sensibile alle differenze e vicina alle esigenze e i “sogni” di chi vive quotidianamente questo paese. L'obiettivo principale è stato sin dall’inizio quello di promuovere pratiche di autorganizzazione dei cittadini, al fine di una gestione più sostenibile di spazi, attrezzature e risorse. Tutto questo avvalorando l'inclusione sociale, la condivisione come ricchezza culturale e favorendo impegno civile, senso civico e cittadinanza attiva.


Il 16 Agosto 2012 più di 50 tra cittadintab@ e attivist@ di Zona 22 hanno invaso il comune di San Vito Chietino con la richiesta dell'immediato ritiro delle denunce operate dai carabinieri, per conto dell'amministrazione, e l'immediata assegnazione degli spazi di via Caduti sul Lavoro agli occupanti. (http://www.globalproject.info/it/in_movimento/san-vito-chietino-se-il-comune-non-va-da-zona-22-zona-22-va-dal-comune/12105). (http://www.globalproject.info/it/in_movimento/zona-22-non-si-tocca/12101). La risposta dell’amministrazione, apparentemente orientata all’apertura di un tavolo di trattative in direzione dell'assegnazione degli spazi dell'ex sottostazione elettrica(http://www.globalproject.info/it/in_movimento/san-vito-chietino-zona-22-ottiene-lapertura-di-un-tavolo-di-trattativa-con-il-comune/12115) era stata confermata da un secondo incontro avvenuto il 20 agosto. In realtà, in un incontro informale tra il Sindaco Rocco Catenaro, il consigliere Gabriele Nardone e una delegazione di Zona 22 si è palesata inaspettatamente la volontà dell'amministrazione di procedere con la richiesta ufficiale di sgombero, qualora l'abbandono dello spazio non fosse avvenuta in modo volontario da parte degli attivisti occupanti. Tale posizione, totalmente opposta a quella espressa dal sindaco nei due incontri ufficiali, trova ulteriore conferma nell’incontro avvenuto oggi in Prefettura tra amministrazione comunale e autorità competenti. Dinanzi all'incapacità dell'amministrazione di riconoscere il valore culturale e sociale delle iniziative promosse da Zona 22, riteniamo nostro diritto e nostro dovere difendere l'esistenza di un luogo di socialità come questo.
Zona 22 è pratica alternativa di trasformazione del territorio, spazio funzionale all’emergere di nuovi soggetti nella scena della comunità e al consolidamento di nuovi diritti e nuove cittadinanze. Spazio che ha dato e che vuole continuare a dare la possibilità a tanti soggetti diversi di poter esprimere collettivamente le proprie individualità.
E proprio a questi soggetti, ai gruppi emergenti che hanno attraversato lo spazio, ai bambini che hanno giocato, cantato e recitato, alle maestre che li hanno guidati, al quartiere che ci ha sopportato e supportato e a tutti coloro che in Zona 22 hanno trovato il proprio “spazio” chiediamo di partecipare domenica 9 alla giornata di mobilitazione in difesa di Zona 22.

LETTERA ALLA CITTADINANZA:
“Zona 22 è una scritta incisa in un quadrato di plexiglass che campeggia all'ingresso di uno stabile, in un paese di provincia... Zona 22 era una vecchia centrale di trasformazione elettrica, di proprietà delle ferrovie dello stato... Zona 22 è uno spazio liberato, che rappresenta il desiderio di molti giovani [...e non] di un paese di provincia che si chiama San Vito Chietino.”
La storia.
La storia di Zona 22 inizia sul finire del Luglio del 2011. Alcuni cittadini sanvitesi ottengono l’autorizzazione dalle Ferrovie dello Stato ad utilizzare gli spazi dell’ex-sottostazione ferroviaria per organizzare un concerto. Dopo giorni di lavoro intenso i giardini di Zona 22 sono in grado di ospitare oltre 200 persone che al concerto assistono. Spenti i microfoni si torna a casa. Non tutti però. Sul finire del 2011, dopo settimane di lavoro volontario, il primo stabile di Zona 22 torna a vivere. Liberato da ratti e siringhe. Perché far morire, nell’incuria e nell’abbandono, uno spazio che può offrire servizi e forme di socialità alla cittadinanza? I mesi successivi sono caratterizzati da diversi contatti con le FS per ottenere un’autorizzazione per l’uso continuato dello spazio. Le risposte sono interlocutorie: nel frattempo è in corso la trattativa per la cessione in comodato d’uso per un anno tra FS e Provincia di Chieti. A Zona 22, però gli eventi continuano: la giornata delle ferrovie dimenticate, feste di compleanno, dibattiti. I cittadini che attraversano Zona 22 aumentano! E poi? Poi, nei primi di Giugno del 2012, le FS autorizzano, per un giorno: Zona 22 è invasa da bambini e genitori in occasione della recita di fine anno delle scuole elementari di San Vito Marina. Questa è Zona 22! D’altra parte i complimenti piovono da dritta e da manca, molto dal basso, meno dall’alto.
Arriva l’estate. A Zona 22 il lavoro volontario di recupero e di pulizia degli spazi continua, a proprie spese, con il proprio sudore, come continuano le iniziative socio-culturali: concerti, le partite della nazionale, spettacoli teatrali, un orto biologico, corsi di vario genere. Intanto, i primi di Luglio 2012 FS e Provincia firmano il contratto di comodato d’uso. Ad Agosto, in sub-comodato, la gestione passa al Comune. Iniziano i problemi. Il 14 Agosto i cittadini presenti alle ore 15.45 a Zona 22 vengono identificati dai Carabinieri: l’Amministrazione Comunale vuole accertarsi delle condizioni dello spazio e informarsi sull’identità delle persone che vi transitano. Quali persone? Ad occhio e croce le stesse a cui l’Amministrazione Comunale ha consegnato i bidoni per la raccolta differenziata nel Maggio 2012! Zona 22, questa sconosciuta! Il 16 Agosto, un’ampia delegazione presenta in Comune una domanda per richiedere la gestione ufficiale (legale) degli spazi. Nello stesso giorno, l’incontro con il Sindaco porta all’apertura di un tavolo di trattative con l’Amministrazione Comunale (20 Agosto 2012) allo scopo di individuare le forme adatte che permettano di coniugare legittimità e legalità. Le rassicurazioni pubbliche del Sindaco, rassicurano. A Settembre, come un fulmine a ciel sereno, arriva la risposta dell’Amministrazione: “Lasciate Zona 22. In futuro vedremo. Al momento non possiamo fare promesse.” Che fare? Ci fidiamo? Ma l’alternativa? Lo sgombero! Happy New Year!
Legalità e legittimità
Alcuni dicono che è illegale. Recuperare uno spazio abbandonato da anni, liberarlo da immondizie varie, metterlo in condizioni di sicurezza. È illegale dicono. È legittimo, rispondiamo. Attraversare quello spazio, prendersene cura, autogestirlo, organizzare eventi culturali a costo nullo per la comunità. È legittimo. Credere che la partecipazione e l’impegno sociale siano elementi imprescindibili per il benessere della persona. Anche questo, siamo certi, è legittimo.
D’altra parte, siamo convinti che i processi di legittimità, quali termometro di un sentire sociale in formazione, non possano essere ignorati all’interno di un quadro legislativo di un paese che voglia definirsi realmente democratico. Essi, piuttosto, per quel quadro legislativo possono costituire fonte d’ispirazione e consultazione non trascurabile.
In questo senso, l’illegalità di cui Zona 22 è accusata è piuttosto frutto di un ritardo di comprensione di fenomeni sociali in atto ormai da anni, piuttosto che un caso da risolvere codici alla mano. L’ampio dibattito nazionale e mondiale (Elinor Ostrom è stata insignita del Nobel all’economia per i suoi studi sui commons!) circa la necessità di una legislazione per la gestione dei beni comuni sottolinea l’urgenza della questione. Gli studi sul tema ci ricordano che i beni comuni non sono né beni privati né beni pubblici, ma una categoria a parte. La gestione dei beni comuni, per ragioni di efficienza, non può essere né privatistica né pubblicistica. D’altra parte la stessa Costituzione Repubblicana (Parte Prima, Titolo III), riconosce alla proprietà comune, come alle comunità di lavoratori o di utenti, una funzione di promozione sociale non trascurabile rispetto alla quale, oggi, una normativa sui beni comuni diviene ancor più urgente.
Detto questo, non temiate: l’illegalità non è un nostro obiettivo. A questo punto, però, la palla è nelle mani dell’Amministrazione Comunale. Le esigenze che muovono dall’esperienza di Zona 22 sono note e non rinviabili: uno spazio comune per lo svolgimento continuo di attività sociali, culturali e ambientali. Pratiche per il recupero territoriale ed urbanistico dell’esistente. Partecipazione attiva, forme di democrazia diretta e decisioni su base assembleare per la gestione degli spazi comuni quale fattore di inclusione e benessere delle persone. Il nodo è esclusivamente politico. La politica ricerchi le forme di legalità adeguate.
Zona 22: un’eccezione
Crediamo non ci sia alternativa all’impiego degli spazi di Zona 22 per attività sociali, culturali e ambientali, a favore della cittadinanza e nel rispetto dei valori della Carta Costituzionale.
Ai tempi della prevalenza degli interessi privatistici su quelli della comunità, Zona 22 rappresenta un’eccezione. Ricordiamo, prima di tutto come esseri umani, che esiste il diritto al benessere collettivo, alla partecipazione sociale, alla felicità. Non tutto può essere relegato ad interesse privato. Zona 22 non è zona di lucro. Ogni spicciolo raccolto attraverso forme di autofinanziamento spontaneo, lavoro volontario e collette di vario genere, è andato, va e andrà utilizzato per riqualificare e gestire Zona 22. L’interesse privato e Zona 22 sono incompatibili. A Zona 22 non s’imbottiscono portafogli!
Cosa vuole Zona 22? Continuare le proprie attività ed iniziarne di nuove, dalle persone e per le persone. Un campetto polivalente, corsi di recupero per studenti, ancora, corsi di vario genere (musica, cucito etc.), letture per bambini e adulti, sale studio. Nel nome dei valori della costituzione repubblicana nata dai semi della lotta di liberazione. D’altra parte molte delle attività sviluppate a Zona 22 concordano con quanto indicato nel Protocollo d’Intesa per lo sviluppo della Via Verde firmato da FS ed Enti locali nell’Agosto 2011.
Il contributo diretto della cittadinanza per lo sviluppo continuo di attività socio-culturali e ambientali, per la difesa e la riqualificazione del territorio dovrebbe costituire elemento di orgoglio e solidità per una comunità. Non un episodio da soffocare tra denunce e processi.
A questo punto, Zona 22, pone 2 domande.
1.Eliminate le impalcature, spesso necessarie, a volte ingiuste, della legge. Messe da parte le convinzioni prettamente ideologiche. Rimaste, quindi, le persone nude, con la propria coscienza individuale e collettività. Ebbene, sulla base di cosa si pensa di condannare, eliminare o soffocare l’esperienza e i valori di Zona 22?
2.Quali progetti e finalità dell’Amministrazione comunale immagina per gli spazi di Zona 22?
In questi giorni convulsi, pieni di contraddizioni e di attese, forse sperando che qualche coscienza batta un colpo, di una cosa Zona 22 è certa: Zona 22 non morirà per decreto

Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Settembre 2012 14:50
 

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